domenica 24 luglio 2011

SAN NICOLA CUP 2011 - GRAZIE A VOI RAGAZZI ...

«Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro».

Comincio pescando Pierpaolo Pasolini e non lo faccio per vanità o chissà quale superiorità intellettuale, perchè in fondo il calcio ha affascinato da sempre anche chi non è addetto ai lavori.

E non addetti ai lavori siamo anche noi di San Nicola, che però riteniamo, da diversi anni ormai, che non ci sia migliore forma di aggregazione per i giovani, se non quella che si crea attorno ad un pallone.
Lo è stato per secoli, lo è anocra oggi, che si chiami spiaggia di Rio, deserto nordafricano, steppa russa, piazza Rossa di Mosca, Oratorio di San nIcola, poco cambia, minimo due ragazzi ed un pallone, e il gioco è fatto ...
Sì il gioco, con i suoi sorrisi, le sue lacrime, la sua foga, i suoi ritmi.
E quei protagonisti, 43 per l'esattezza che hanno afforntato innanzitutto il "peso" della trasferta, nel magico scenario dei Sette Dolori ... col caldo che in certe gare ha lasciato poco spazio alla frescura, ma sempre con un entusiasmo che faceva passare qualsiasi grado centigrado al di sopra dei trenta come una ventata d'aria fresca ...
in certi casi , quella di ieri sera dovrebbe chiamarsi "ultimo giorno di scuola": le due finali, i ivncitori che alzano al coppa, le pizze cucinate in loco e la torta con lo spumante ... le foto, tante, gli abbracci ... l'adrenalina che sale fortissima, che non ti fa dormire ... una notte che non vorresti passasse mai ...
Eppure hai voglia di ricominciare ... capire che non esiste modo di fare se non quello di essere vicini a questi ragazzi .. a vederli crescere ... alcuni di essi li conosciamo da 4 anni ... sono cambiati ... maturati ... ci siamo anche noi animatori nel loro "mondo": sappiamo per certo che le corse che fanno per arrivare all'Oratorio sono corse di gioia, i 100 ... 200 ... 800 ... metri più belli del mondo ... corse dove non si vince un alloro, dove vince la voglia di stare insieme ...
Sentìì dire da un sacerdote - tempo fa - una cosa assai bella: "amare significa perdere tempo" ... non c'era ironia in quella frase ... Occorre davvero perdere tempo per amare ... perdere, nel senso di trascorrere, far passare, elaborare, dunque maturare ...
Per guardare oltre la tenuta di gioco ... i finti riscaldamenti a bordo campo di Marco, le giocvate di fino di Rino e DOnato, i cucchiai di Amato, la foga di Giovanni ... perchè guardare oltre, amare appunto significa sorprendersi ancora per le lacrime di Angelo, i sorrisi disarmanti di Francesco, la gioia di Federico, Giulio ed Alessandro che giocano alla Nintendo o Emanuele che si rannicchia dentro una nicchietta in tufo, fregandosene quasi della partita che sta giocando ...
Cavolo ragazzi ... che spettacolo che siete ... non dimenticate mai questi momenti ... non dimenticate mai le gioie di queste sere, non dimenticate mai tutto quello che riuscite a regalarci ...
E' un grazie collettivo che parte da voi e arriva ai vostri genitori e passa per i tanti che ci hanno inocraggiato in questo folle esperimento, un grazie che tocca l'inossidabile Massimiliano e arriva a Giuliana Gargiulo, persona splendida, come lo è stato suo fratello, Salvatore Gragiulo resterà per sempre nei nostri cuori, non a caso a lui è dedicato il trofeo per il far play, anche se quest'anno l'avreste meritato tutti ... perchè ci avete sorpreso, perchè amandovi ci avete fatto capire che il tempo "perso" con voi è valso ... e valso a dirvi ancora una volta che siete uno spettacolo!!!
Share/Bookmark

Nessun commento:

Posta un commento