sabato 2 marzo 2013

Tutte le tappe che porteranno all'elezione del nuovo Pontefice

Dalle ore 20.00 dello scorso 28 febbraio è  iniziata ufficialmente la “Sede vacante”, il periodo di interregno in cui «dovrà essere convocato, da coloro a cui compete» il Conclave per l’elezione del nuovo Papa. Oltre al Pontefice, cessano dall’esercizio del loro ufficio il Segretario di Stato, i Prefetti, i Presidenti e i membri di tutti i dicasteri curiali. Mantengono l’incarico solo il penitenziere maggiore - oggi il cardinale Manuel Monteiro de Castro -, il cardinal vicario per la diocesi di Roma (Agostino Vallini) e il cardinale arciprete di San Pietro (Angelo Comastri). Non decade dall’ufficio il Camerlengo, il cardinale Tarcisio Bertone, che ha provveduto a sigillare l’appartamento pontificio, prendere possesso del Palazzo Apostolico, curare e amministrare, col consenso dei cardinali nei casi più gravi, i beni e i diritti temporali della Santa Sede.Ma da qui all'affaccio del nuovo Pontefice eletto in piazza San Pietro, cosa succede?


  
LE LETTERE  DI CONVOCAZIONE DELLE CONGREGAZIONI :  Fin dal primo marzo i cardinali cominceranno a riunirsi nell’aula del sinodo per le Congregazioni generali – cioè le consultazioni pre-conclave cui partecipano tutti e 209 i porporati che compongono il collegio cardinalizio - sotto la presidenza del cardinale decano, Angelo Sodano, che ha provveduto ad inviare le lettere di convocazione. Saranno loro a decidere il giorno di avvio del conclave, come stabilito dallo stesso Benedetto XVI nel recentissimo motu proprio Norma nonnullas (datato 22 febbraio). Le congregazioni sono convocate con inizio lunedì prossimo, 4 marzo, alle 9.30 nell'Aula Nuova del Sinodo. Nella lettera di convocazione si spiega che le congregazioni continueranno fino a quando non sarà raggiunto il numero completo dei cardinali elettori e solo allora il Collegio deciderà la data di ingresso in Conclave. Quindi, lunedì non sarà presa alcuna decisione, ha precisato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi: "La data del Conclave, anche qualora gli elettori fossero tutti presenti, come è prescritto, non sarà decisa comunque lunedì alla prima Congregazione Generale, in quanto è previsto che sia fissata in una delle successive Congregazioni", ha detto il portavoce della Santa Sede, che ha anche confermato che "una seconda Congregazione si terrà nel pomeriggio di lunedì". In questa riunione pomeridiana, probabilmente, si affronteranno i primi temi di sostanza in quanto la prima riunione sarà invece dedicata ad aspetti protocollari.  

LA DATA PRESCELTA E IL CUM CLAVE -  Scelta la data, i cardinali saranno attesi al mattino nella basilica di San Pietro per la celebrazione della Missa Pro Eligendo Romano Pontifice presieduta dal decano. Di pomeriggio, solo gli elettori in abito corale si recheranno in processione cantando il Veni Creator dalla cappella paolina verso la Sistina allestita per l’occasione e “bonificata” da qualsiasi mezzo audiovisivo. Al Conclave possono entrare solo i cardinali con meno di ottant’anni: in tutto 117. Il cardinale Sodano, avendo superato questo limite d’età, non vi potrà partecipare come non potrà farlo il vice-decano Roger Etchegaray. In conclave svolgerà quindi il compito di “decano” il più anziano dei porporati dell’ordine dei vescovi, Giovanni Battista Re.  “Conclave” deriva dal latino “cum clave” per indicare che i cardinali resteranno chiusi a chiave nella cappella Sistina finché non sarà eletto il successore di Benedetto XVI. Il voto sarà a scrutinio segreto, e i cardinali non possono avere con sé telefonini, tv, radio né portatili. Innanzi tutto il cardinale diacono sorteggia tre Scrutatori, tre Revisori e tre Infirmarii (ossia gli incaricati a raccogliere i voti di eventuali “infermi”). I Cerimonieri consegnano almeno due o tre schede bianche a ogni elettore, poi abbandonano la Sistina. Ogni cardinale compila la scheda, la piega a metà e, tenendola sollevata, si reca all’altare. È qui che giura di aver votato per «colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto» poi depone la scheda su un piatto e la fa scivolare nel calice-urna. Terminato il voto, gli scrutatori verificano che le schede corrispondano al numero degli elettori passandole da un calice a un altro. Quindi si procede allo scrutinio davanti all’altare. 

LO SCRUTINIO E LE "FUMATE" - I Revisori controllano e solo in seguito le schede vengono bruciate. Una fumata nera dal comignolo della cappella Sistina indica che non è stata presa una decisione. Si vota a oltranza: per l’elezione del Papa servono i due terzi dei voti (limite reintrodotto da Benedetto XVI nel 2007). Durante il periodo delle votazioni, che si tengono appunto nella cappella Sistina, gli elettori risiedono nella Domus Sanctae Marthae, un edificio moderno costruito proprio per questo scopo. Fra un luogo e l’altro i porporati possono spostarsi in pullman o a piedi, posto che non possono in alcun modo essere avvicinati da estranei. A partire dal 34esimo scrutinio si va al ballottaggio tra i due cardinali più votati, ma sempre con la maggioranza dei due terzi. Quando finalmente un candidato raggiunge tale risultato, dal comignolo della cappella Sistina esce una fumata bianca: insieme alle campane è il segnale che il Papa è stato eletto. Il Pontefice accetta e comunica il nome con il quale sarà identificato.

"HABEMUS PAPAM" - La folla attende trepidante in piazza San Pietro e attorno agli schermi di mezzo mondo. Il nuovo pontefice viene vestito per essere presentato ai fedeli. Il cardinale protodiacono - incarico ricoperto dal francese Jean-Louis Tauran - pronuncerà lo storico: «Habemus Papam!». Il nuovo pontefice si affaccerà dalla loggia su piazza San Pietro per la prima Benedizione Apostolica.


Share/Bookmark

Nessun commento:

Posta un commento