martedì 12 marzo 2013

Tra poco il Conclave. I nostri 4 papabili

Ancora poche ore. E poi sarà conclave per l’elezione del nuovo Pontefice. Saranno necessari 77 voti, la maggioranza. Un risultato che sembra difficile da raggiungere già oggi. Ci saranno però solo due fumate, una per la mattina e una per la sera. Se il numero magico per eleggere il prossimo Pontefice si raggiungerà nel primo scrutinio, allora il fumo bianco dal comignolo montato in questi giorni sulla Cappella Sistina fuoriuscirà alle 10,30 o alle 17,30. Altrimenti l’orario consueto sarà quello delle 12.00 e delle 19.00. Ci sono alcuni candidati favoriti ma nessuno pare al momento poter contare su un consenso trasversale. Conosciamo più da vicino i nomi maggiormente accreditati:  

Odilo Scherer Arcivescovo di Sao Paolo è uno dei nomi emergenti, il 63enne brasiliano-tedesco, è molto vicino alla Curia: ha lavorato per diversi anni nella Santa Sede, alla Congregazione dei Vescovi ed è membro del collegio cardinalizio di sorveglianza dello Ior, la banca vaticana. Alcuni osservatori lo indicano come un candidato “docile”, sensibile cioè alle esigenze delle gerarchie romane, pur essendo funzionale alle richieste di chi preferisce un candidato non europeo, concretizzando la speranza dell’ elezione del “primo papa sudamericano”.  
Angelo Scola esprimerebbe l’anima riformista del Conclave. La sua nomina ad Arcivescovo di Milano nel giugno del 2011 è stata fortemente voluta da Papa Benedetto XVI, anche per la conoscenza di antica data tra i due. Vicino a ‘Comunione e Liberazione’, Scola aveva collaborato con Ratzinger alla redazione della rivista ‘Communio’ negli anni settanta ed era stato consulente per la Congregazione della Dottrina della Fede, quando Ratzinger era prefetto. Sul nome di Scola si concentra la speranza di chi vorrebbe un papa italiano, 35 anni dopo Paolo VI e di Giovanni Paolo I. 
Sean Patrick O'Malley - Al suo arrivo a Boston lui dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini nato in Ohio trova una situazione disastrosa. La diocesi era stata travolta dallo scandalo dei preti pedofili, le chiese si erano svuotate, la curia si trovava a dover rispondere a moltissime richieste di risarcimento da parte delle vittime. Il nuovo arcivescovo è stato diretto e preciso nel fronteggiare il problema: ha venduto il vescovado (palazzi, appartamenti, ecc...) e ha destinato tutto il ricavato alle vittime della pedofilia. Ha deciso di vivere in una stanza del seminario della città, con solo lo stretto necessario

Marc Ouellet. L'outsidere proveniente dal Canada. Un nome forte su cui convergere, se le contrapposizioni fossero ancora troppe. Vescovo emerito del Québec. Marc Oullet, attualmente, è il prefetto della Congregazione per i Vescovi . (foto Alfonso Romano)
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