giovedì 20 settembre 2012

"Ma, vincitor, la croce Inalbera Michele, invitto alfiere" La devozione all'Arcangelo del fondatore del nostro Oratorio

Da stasera e per i prossimi giorni di novena a San Michele Arcangelo, siamo trascinati dall'intonare due bellissimi inni. Il paroliere di queste intense preghiere è il nostro amato ed indimenticato Don Eduardo Mastellone. La passione e la devozione per l'Arcangelo Michele, lo spinse, negli anni in cui si divideva tra la cura delle anime della nostra parrocchia e quella delle anime "più piccine" nel suo amato Oratorio, a scrivere queste preghiere. Riportiamo di seguito questo "amore" così come raccontato da Don Alfredo Ammendola nella biografia di Don Eduardo "un pescatore di anime", opera pubblicata postuma nell'aprile di 2 anni fa, per opera dell'amministrazione del sodalizio dei Luigini. 


Una devozione egualmente profonda Don Eduardo nutrì verso l'Arcangelo S. Michele, protettore celeste di Piano di Sorrento. Come non amare Colui che per primo aveva difeso i diritti di Dio contro Satana, e che aveva adorato in spirito il Verbo Incarnato? Anzi, Don Eduardo sentiva nel suo cuore tutti i motivi potenti, per venerare fervorosamente il grande ed invitto Arcangelo giacché lo scopo della sua vita e del suo ministero sacerdotale erano una continua difesa dei diritti di Dio contro Satana, ed una fervida adorazione di Gesù Cristo Verbo incarnato. In S. Michele confidava come nel sostegno mirabile dato da Dio agli uomini contro tutti gli spiriti dell'abisso, e su questo motivo aveva coniato una bella giaculatoria, che tutt’ora il nostro popolo ripete nella quale si ammira la fusione perfetta tra il devoto ed il poeta: "Santo Arcangelo Michele - tu difendi l'alma mia - e nell'ora dell'agonia - la conserva a Dio fedele". Il cinquantesimo di Messa di Mons. Maresca, Parroco di Piano e grande devoto di S. Michele, gli diede l'opportunità di dare un altro saggio della sua devozione al Principe degli Angeli e di manifestare la fresca e cristallina vena poetica. Il saggio fu costituito dalla splendida traduzione in versi italiani degli inni dell’ufficio di San Michele; inni che furono musicati dal P. Mariano Iaccarino e che si cantano in Chiesa durante la festa del Protettore.

Inno "Te Splendor"

Gloria e virtù de l'almo Genitore,
Gesù, vita de l'anime
Tra gli angeli, ministri
Del tuo volere, a Te, rendiamo onore.

Di mille e mille capitan le schiere,
Serrate, per Te pugnano:
Ma, vincitor, la croce
Inalbera Michele, invitto alfiere.

Egli del drago infrange la cervice,
Cacciandolo nel tartaro:
Ei fulmina dal cielo
Col capo la ribelle orda infelice.

De la superbia contro il triste duce
Seguiam l'invitto Principe:
Dal trono de l'Agnello
Di gloria a coronarci ei ne conduce.

Sia gloria al Padre Dio, çhe a salute,
Pel ministero angelico,
Guida del Figlio i nati,
Che il Santo Spirito segna in sua virtute.


Inno "Christe Sanctorum"

Cristo, che gloria agli angeli concedi,
Padre de l'uomo e Redentore amato,
Per te ragiungere possiamo le sedi
Del ciel beato.

Presto Michele, l'angelo di pace,
Scenda da l'alto sopra i lari nostri,
Nel cupo abisso a ricacciar, pugnace,
Di guerra i mostri.

L'angelo forte, Gabriele, il rio
Nemico sperda, e visiti gli eretti
Templi, che, sempre saran grati a Dio,
Da lui prottetti.

Raffael venga, medico pietoso,
Venga dal cielo a rilevare i lassi;
Dei vacillanti nel cammin dubbioso
Conforti i passi.

Di luce e pace l'inclita Regina,
Tutti gli angelici cori gloriosi,
Volgano a noi, con la magion divina,
Sguardi pietosi.

Tanto ci appresti la Deità beata,
Il Padre e il Figlio e l'ugualmente Santo
Spirito, cui da per tutto è data
Gloria col canto
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