lunedì 31 dicembre 2012

Tutti i numeri del 2012

2012 agli sgoccioli e tempo di numeri e bilanci. Circa 40.000 i contatti raggiunti sul web in tre anni e mezzo. 10.000 solo quest'anno, record assoluto. Click dagli Stati Uniti, dalla Russia e da mezza Europa. La visita di Mons. Alfano, di Veronica Maya e il ricordo del Card. Martini i post più letti. 
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BUON 2013!

IL PRIORE E IL GOVERNO DEL SODALIZIO 
DEI LUIGINI 
AUGURANO A TUTTI 
UN 2013 DI PACE, AMORE E SERENITA'
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PRESEPE 2012 - LE PRIME IMMAGINI









Immagini ed emozioni del presepe 2012 all'Oratorio di San Nicola, Un grazie a quanti hanno regalato questo sogno ai tanti visitatori che stanno affollando la piccola struttura. A tutti loro gli auguri di un 2013 di pace e amore ...

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venerdì 28 dicembre 2012

SABATO 29 DICEMBRE - BRINDISI DI FINE ANNO E CANZONE DE LO CAPODANNO

Come noto e come attestato da diversi scrittori di storia locale, nella nostra Regione era diffuso l'uso di celebrare il Capodanno con i tradizionali fuochi pirotecnici e gettando dalle finestre, allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, svariati oggetti. Ma c'era anche l'uso ( e tutt'ora in buona parte persiste ) di cantare la "Canzone de lo Capodanno". Nel cantare tale canzone si ricorreva all'uso di alcuni strumenti caratteristici : tamburelli, "scietavaiasse", putipù ed altri che producevano un fracasso, non fastidioso, ma piuttosto buffo e piacevole. Don Alfredo Ammendola nel suo romanzo "Il Dolce Nido" - storia romanzata della Città di Piano di Sorrento - ricordava l'esistenza di una canzone di Capodanno che si ripeteva nelle famiglie carottesi a fine anno. Secondo il sacerdote, che a San Nicola ha prestato per decenni la sua instancabile opera, la canzone è senza dubbio nata proprio a Piano di Sorrento, come confermato anche dalla pregiatissima opera di Manfredi Fasulo "La Penisola Sorrentina", cronistoria pregiata della Costiera. Fermo restando che in altri angoli della nostra terra, il  testo è cantato con leggere differenze, resta un patrimonio insostituibile, che per il quarto anno, dopo gli auguri di fine anno e il bilancio promosso dal governo del Sodalizio, si ripete a san Nicola domani sera, dalle ore 18.00.
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martedì 25 dicembre 2012

PRESEPE 2012. Da Goethe a Lucio Dalla, l'omaggio alla più bella del mondo, la Penisola Sorrentina

Che cosa raccontate quest'anno? La domanda del visitatore attento si ripete anche quest'anno. La risposta da dare all'amante presepista parte da lontano:
“Conosci tu la Terra dove I limoni fioriscono, gli aranci dorati luccicano tra le fronde scure…” 
Con questi versi Goethe raccontava Sorrento , nel suo “Viaggio in Italia”, effettuato alla fine di maggio del 1887, proprio nel periodo in cui il profumo degli aranci e dei limoni in fiore è più intenso, inebriando la città, già di per sé splendida e donandole quell’ alone di romanticismo che innumerevoli pittori, scrittori, poeti, cantanti ed intellettuali le hanno riconosciuto, nel corso dei secoli, facendo a gara nel superarsi, per immortalarla, cantarla, celebrarla. Alone di romanticismo che, ancora oggi resiste, opponendosi all’usura del tempo, incurante del passare dei secoli, lasciando leggera nell’aria, la sua fragrante presenza, regalando al forestiero inebrianti sensazioni di piacevole benessere.
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AUGURI!!!!!!

 
IL PRIORE E IL GOVERNO 
DELLA CONGREGA DEI LUIGINI

AUGURA A TUTTI UN BUON NATALE, 
DI PACE, AMORE, FRATERNITA'
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Don Tonino Bello: "che nessuna speranza a Natale resti delusa"

Sono ancora attuali le parole di Don Tonino Bello, che voghliamo usare per augurarvi un sereno Natale 
 Se mi fosse concesso di lasciare nella mezzanotte il trasognato rapimento della liturgia, e aggirarmi per le strade della città, e bussare a tutte le porte, e suonare a tutti i campanelli, e parlare a tutti i citofoni, e dare una voce sotto ogni finestra illuminata, vorrei dire semplicemente così: Buon Natale, gente! Il Signore è sceso in questo mondo disperato. E all'anagrafe umana si è fatto dichiarare con un nome incredibile: Emmanuele! Che vuol dire: Dio-con-noi. Coraggio! Ai tempi di Adamo, «egli scendeva ogni meriggio nel giardino a passeggiare con lui» (Gn 3,8).
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