Il presepe che visiterete da domani mattina, presso l'Oratoiro di S. Nicola ha mille storie da raccontare ... noterete una certa qualità, un'attenzione particolare ai dettagli, una cura che seppure vi dicessimo il tempo perso quasi non ci credereste. Vi verrà spontane chidervi: chi è stato a fare questo? Mai errore è stato più deleterio. Dietro la realizzazione di questo presepio, di quest'angolo di Gragnano (e così vi sveliamo anche l'ultima sorpresa) c'è la storia di un gruppo di giovnai, forse non tanto giovani guidati da due "esperti": Agostino e Raffaele, che di presepi bivono, che di muschio e sugero sono attorniati fin da piccini, ci hanno insegnato qualche chicca, qualche dritta ... attenzione! Insegnare, non fare ... perchè il presepio è nato, cresciuto e arricchito da mani come sempre inesperte, mani di uomini e donne che si ritrovano per tre mesi nella piccola cappella e nelle ultime settimane sul trespolo di un piccolo boccascena, a dare vita alla magia. Agostino e Raffaele hanno cresciuto il livello, insegnandoci a fare ... insegnandoci a crescere, insegnandoci ad amare una tradizione che non dovrà morire ....
Auguri Agostino e Raffaele... e auguri a tutti voi .... vi aspettiamo numerosi per apprezzare la magia del natale, la magia del Presepe!
sabato 24 dicembre 2011
BUON NATALE
il priore e il governo dei Luigini
augura a tutti i confratelli,
le consorelle del sodalizio,
a tutti gli animatori,
collaboratori e ragazzi dell'Oratorio
e a tutti i lettori del blog,
un
NATALE DI PACE E SERENITA'
domenica 18 dicembre 2011
Tombolata Via San Michele 2011
Ancora l'Oratorio di San Nicola ad animare la tombolata promossa dai Commericanti di Via San Michele
Appuntamento nell'omonimo slargo
MERCOLEDI' 21 DICEMBRE
Start ore 18.00
Quelle notti a faticar ...
Il cantiere del Presepe 2011 all'Oratorio di San Nicola non si ferma un attimo ... Ancora una settimana per definire i dettagli e stupire ... perchè è forse la parola stupire che più ricorre tra i giovani e meno giovani che stanno dando una mano alla realizzazione del progetto di quest'anno che vedrà rappresentato uno scorcio di penisola sorrentina ... il lembo iniziale di questo angolo di paradiso ... E per vedere il risultato quanto più realistico possibile, vale la pena anche fare tardi di notte, o saltare qualche prefissato impegno ... la magia sta per materializzarsi ...
venerdì 16 dicembre 2011
Il Presepe nostro e l’Euro degli altri
In occasione della festa di San Nicola, lo scorso 6 dicembre, è stato stampato un nuovo numero de "Il Calabrone", ancora disponibile presso il nostro Oratorio. Pubblichiamo integralmente il pezzo scritto per noi da Giovanni D'Amora, tesoriere del sodalizio dei Luigini. UN viaggio tra i valori del Natale, in primis il Presepe, in un momento di difficile vita economico sociale del nostro paese.
Negli ultimi anni sul Calabrone ho cercato di raccontare qualcosa sul Natale . Si partì da “Natale in Europa e a ….. San Nicola”, si passò per il pellegrinaggio a Bari e poi si ipotizzò una ricostruzione della data della nascita di Gesù basata sul passaggio di una stella cometa. Quest’anno attraverso il Presepe voglio ritornare in Europa con l’intento di farvi ancor di più avvicinare alla nostra terra ed alla nostre tradizioni . Penso che la crisi economica dell’Euro che attanaglia fondamentalmente noi, le nostre famiglie, la gente semplice e normale , può essere affrontata e contrastata anche aggrappandosi alle proprie tradizioni.
Questo pensiero lo voglio trasmettere attraverso il presepe.
Noi siamo quello che siamo stati ed un’idea del presepe ed il suo valore intrinseco , ma ….. non celato , penso che possa servire nella vita dei nostri figli più di una pur utile tavoletta elettronica o di un gioco elettronico che , invece , cela e nasconde la sua anima .
Il filo conduttore può essere : il presepe è la “ traduzione del Vangelo in dialetto “ e l’espressione del creato. Infatti il Presepe è “tutto” quello che ognuno è o vuole che sia ; ci sta o tarallaro , o pizzaiuolo, l’ammolafuorfece (arrotino) , o chianchier , o solachianiello (calzolaio) , e zampugnar, ci sono la natura, le stelle, gli animali, gli oggetti e così via con altri personaggi e mestieri che sono i nostri mestieri, o meglio che noi siamo . Il presepe è “tutto” quello che è stato creato e che ha sempre aiutato a vivere i nostri nonni . Tutte queste scene poi “girano” intorno ad un unico motore che NOI con lo SGUARDO cerchiamo dicendo “addò stà??” Il motore della capanna con i suoi sacri personaggi , ossia la scena che in qualsiasi posizione è posta nel presepe , al centro o in un lato , è per noi visitatori il fulcro con cui si raccorda tutto il resto del presepe (ossia del creato) .
La frase che il presepe sia la “traduzione del Vangelo in dialetto” fu detta dal più grande artista napoletano di presepi chiamato il Cuciniello , morto nel 1889 . Che sia veritiera questa affermazione lo possiamo capire leggendo la scena dell’Evangelista Luca il quale , parlando di Maria , dice che “mentre si trovavano in quel luogo (Betlemme) , si compirono per Lei i giorni del parto . Diede alla luce il suo figlio primogenito , lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia (Praesepium) , perché non c’era posto per loro nell’albergo”. Questa scena è sempre stata variamente rappresentata , fino a quando nella notte di Natale del 1223 San Francesco d’Assisi volle riproporla dal vivo nella grotta di Greccio , in provincia di Rieti . La scena fu ripresa dal presepe napoletano ma con molte differenze , perché il presepe napoletano è una varietà di personaggi e di luoghi che vuole rappresentare tutto il mondo del creato , legato e collegato con la capanna su di cui i nostri occhi , muovendosi, …… vanno sempre a riporsi .
L’interpretazione che personalmente traggo da questi semplici pensieri è che in questo momento storico forse ancor di più dobbiamo cercare di aggrapparci alle nostre tradizioni che ci hanno consentito di arrivare fino ad ora . Bisogna riscoprire i nostri valori , i nostri mestieri, il fare un qualcosa di utile e che sappiamo fare perché è quello che abbiamo sempre fatto , è quello che le generazioni passate ci hanno trasmesso non solo materialmente ma anche creandoci e facendoci nascere . Oggi si dice che è nel nostro DNA.
Noi non capiamo l’anima che può esserci in un mondo finanziario e nell’Euro , nei BOND e nei BOT, perché forse l’anima non ce l’hanno , o almeno noi non la sentiamo nostra . Ma capiamo l’anima che c’è nelle scene del presepe perche da sempre è stato nostro e dei nostri cari che non ci sono più , capiamo l’anima che c’è nella poesia di Natale mille volte ripetuta ed altrettanto dimenticata nascosta sotto il piatto della tavola bandita del Natale . i dolci, i regali, la tombola e , per finire, la paura della Befana. Tutto ha il sapore del Natale perché sono le cose “nostre” ; l’europeismo non è nostro , anzi forse gli diamo fastidio .
Pertanto ritengo che per aiutarsi è necessario non andare più nella direzione in cui ci hanno voluto far credere in questi ultimi 10 anni , ma andare nella direzione indicata figurativamente dal Presepe. Insegnate ai Vostri figli a farlo o almeno a visitarlo e capirlo ; nella vita ne avranno un beneficio maggiore rispetto a tutte queste cose europee lontane da noi . I mestieri , la cultura , le tradizioni e le nostre cose se le riscopriamo possono essere fonte di lavoro ed opportunità per il vivere ; facciamole riscoprire ai nostri figli e vedrete che ne avranno dei benefici .
Per fare questo San Nicola Vi invita ad osservare il prossimo Suo Presepe in corso di allestimento , sperando che dolce e speranzoso sarà per Voi naufragar in tale ….. mar.
Buon Natale2011
martedì 6 dicembre 2011
SAN NICOLA DI BARI: ed è subito festa ... anche nel nostro Oratorio
San Nicola nacque a Patara, nella Licia, antica provincia dell'Asia Minore, verso l'anno 270, da famiglia ricca e profondamente religiosa. Ricevette subito il Battesimo, stando in piedi sulle debole ginocchia.
Cresceva negli anni e nella virtù, dando segni di una bontà non comune e di una cultura superiore alla sua età. Nella Licia scoppiò una violenta pestilenza in cui morirono i suoi genitori.
Rimasto solo a capo di un ricco patrimonio, pensò di arricchirsi spiritualmente erogando le sue sostanze in opere di beneficenza.
Vicino di casa era un signore il quale per rovesci di fortuna aveva perduto tutti i suoi averi e versava nella più squallida miseria. Aveva tre figlie molto belle che non trovavano marito per le tristi condizioni in cui vivevano; il padre, disperato, pensava di venderne la bellezza e la gioventù. Nicola, venuto a conoscenza dell'imminente pericolo delle tre ragazze, pensò di salvarle. Di notte gettò dalla finestra socchiusa della camera delle fanciulle una borsa piena di monete d'oro, e fuggì. E il fatto si ripeté per tre volte perché le ragazze potessero onorevolmente sposarsi. Per questo San Nicola viene rappresentato con tre borse o con tre palle d'oro.
Era venuto a morte il vescovo di Myra, nella Licia, quando vi giunse il giovane Nicola. Ai Vescovi riuniti per eleggere il nuovo Vescovo di Myra Dio, in una visione, fece conoscere l'uomo destinato alla sede episcopale di Mira, Nicola, che sarebbe giunto per primo al mattino in chiesa.
Iniziò il suo ministero episcopale con la risurrezione di un bambino morto in un incendio. E in tutta la sua vita fu un taumaturgo, che accolse ed aiutò ogni categoria di persone.
Dall'anno 303 al 313 ci fu una violenta persecuzione contro il Cristianesimo nell' Asia Minore, cominciata da Nerone a Roma e continuata in Asia da Diocleziano. In questa persecuzione morirono molti Vescovi e preti; sembra che anche San Nicola fu posto in carcere sotto l'imperatore Massimino.
L 'imperatore Costantino rese la pace religiosa al mondo cristiano con l'editto di Milano nell'anno 313.
S. Andrea di Creta celebra in San Nicola la dolcezza, la pietà, lo zelo, l' ardore della fede e la parola franca e sincera dei profeti, l’occhio vigile del Vescovo. L' arte bizantina rappresenta S. Nicola come un pope con la spada in mano che perseguita i nemici di Dio
S. Metodio afferma che se la città di Myra non fu inquinata dall'eresia ariana, lo si deve alla parola coraggiosa ed illuminata di San Nicola.
Ario, della Libia Cirenaica, sosteneva che Gesù Cristo non era Dio, non era sempre esistito, ma creato nel tempo soggetto all' errore e al vizio come tutti gli uomini. Egli, uomo di ingegno e buon parlatore, ingannò molti, compreso il vescovo Eusebio e l'Imperatore Costantino.
Fu convocato il Concilio di Nicea, che si aprì nel mese di luglio dell'anno 325. Vi intervennero 318 vescovi e l'Imperatore Costantino. Vi partecipò anche San Nicola (anche se lo storico Eusebio non ne parla). E fu definita la divinità di Gesù Cristo.
Al tempo di San Nicola la Licia era povera di grano, che proveniva dall'Egitto, e quindi spesso mancava il pane. Se le navi ritardavano o naufragavano, era la fame.
Una volta venne a mancare il grano in Licia e il popolo ricorreva a San Nicola. Approdarono al porto di Mira, Andriaco, alcune navi di Alessandria, cariche di grano. Il Vescovo pregò il capitano delle navi di concedergli un po' di grano per il popolo di Mira, garantendo di ogni perdita presso il registro di Costantinopoli. Furono scaricate cento moggie di grano da ogni nave. Giunte poi le navi a Bisanzio, il peso del grano fu trovato identico a quello registrato alla partenza da Alessandria.
Sembra che il fatto, con altre circostanze, si sia ripetuto più volte.
Il governatore della provincia, Eustacchio, per denaro aveva condannato a morte tre giovani ufficiali. Informato S. Nicola, egli si portò a Birra luogo del supplizio, con tre capitani della guardia imperiale. Afferrò la spada dalle mani del carnefice e la gettò a terra; fece poi sciogliere e liberare i prigionieri. Si recò poi dal console governatore e lo rimproverò di aver venduto la giustizia per duecento libbre d'oro, minacciando di riferire all'Imperatore. Così i tre ufficiali, detti Stratilati, furono liberati. Ma i tre capitani della corte imperiali, che avevano dato man forte a San Nicola, furono accusati di cospirazione contro la vita dell 'imperatore. San Nicola li libera apparendo in visione al prefetto pretoriano falso accusatore e all'Imperatore Costantino.
In diverse occasioni San Nicola manifestò la sua protezione ai marinai in occasione di tempeste.
Fu eccezionale taumaturgo. Per professare la carità operò numerosi miracoli: una piazza di Napoli fu dedicata alla Carità; nelle vicinanze fu costruita la nostra chiesa, denominata di San Nicola alla Carità.
Mentre si recava al Concilio di Nicea, o comunque in viaggio, per il disagio dell'età e per le sue deboli forze, fu costretto a rivolgersi ad una osteria per mangiare qualcosa: gli fu presentato come pesce salato un pezzo di carne umana. L' oste aveva preso l' abitudine di uccidere giovani clienti e conservarne le carni macellate come se fossero pesci. Il Santo diede un pugno sul barilotto da cui uscirono tre fanciulli vivi che ringraziarono il loro benefattore.
Altra volta San Nicola ridiede la vita a due giovani studenti diretti ad Atene e fermatisi a Mira per chiedere la benedizione del Santo Vescovo. Uccisi dall' oste e fatti a pezzi erano stati mescolati a carne salata da ammannire ai viaggiatori.
E molti altri fatti miracolosi si narrano nella vita di S. Nicola, il santo più venerato di tutto il mondo cristiano, sia orientale che occidentale.
Per la invasione dei Saraceni, la tomba di San Nicola a Mira fu abbandonata e lasciata alla custodia di pochi monaci.
Nei primi giorni di aprile del 1087 da Bari salparono tre navi per Andriaco, il porto di Mira. Venne in mente ai marinai, vedendo il luogo deserto e abbandonato, di trafugare i resti mortali di San Nicola per portarli in terra cristiana. C'era anche un gruppo di Veneziani che avevano il medesimo scopo. I Baresi furono più pronti, prelevarono il corpo e con un viaggio molto burrascoso, giunsero a Bari il 9 maggio 1087.
Fu costruita una nuova chiesa e nella cripta fu deposto il corpo di San Nicola vescovo di Mira, nel mese di settembre 1089. Da allora si incrementò ulteriormente la devozione a San Nicola nel mondo occidentale.
Nel 1089 Urbano Il dichiara feste solenni di San Nicola il 6 dicembre, giorno della morte e il 9 maggio giorno dell'arrivo delle ossa a Bari.
Sul finire del secolo XI si riunisce a Bari presso la tomba di San Nicola il Concilio Ecumenico nel quale fu definita la processione dello Spirito Santo dal Padre e dal Figlio (qui ex Patre Filioque procedit)
Nel corso dei secoli molti pontefici e molti santi si recarono a Bari per venerare il vescovo di Mira sepolto a Bari.
Dal corpo di San Nicola emana la "manna", che è acqua purissima, non inquinata, per mezzo della quale si ottennero molti prodigi e miracoli.
domenica 4 dicembre 2011
LUCE CHE UNA STRADA SOLA INSEGNI - NATALE 2011 ALL'ORATORIO DI SAN NICOLA
Definito il programma di "LUCE CHE UNA STRADA SOLA INSEGNI", terzo appuntamento con la tradizione del Natale all'Oratorio di San Nicola. Possibile solo qualche variazione di orario e di scelta di una data (il concerto - preghiera del nuovo anno), ma gli eventi ci sono, e sono per tutti i gusti, come sempre nella tradizione che vede la Cappella dell'Oratorio, protagonista assoluta nel panorama del Centro Storico della nostra città!
6 DICEMBRE
Festa di San Nicola
Ore 18.30
Santa Messa e distribuzione del pane benedetto
Si comincia con la tradizionale e molto sentita festa di S.Nicola. La benedizione dei panini benedetti da oltre un secolo, segna un momento di devozione altissimo.
13 e 20 DICEMBRE
Santo Rosario e riflessione sull’Avvento
Ore 18.30
La recita del Rosario a cornice di due momenti di riflessione sull’Avvento
22 DICEMBRE
“Verso Natale”
Ore 18.30
Preghiera Musicale tra le immagini dell’Annuncio e della Nascita
24 DICEMBRE
VESPRO E DEPOSIZIONE DEL BAMBINELLO
Ore 17.30
La recita del vespro e l’apertura al pubblico del Presepe della Cappella di San Nicola. La tradizione che si rinnova
25 DICEMBRE - 8 GENNAIO
Artistico Presepe nella Cappella di San Nicola
Il presepe cresce, negli uomini, nei mezzi, nelle scenografie, nei personaggi. E nelle sorprese. Orari modificabili (9.00 - 13.00 17.00 - 21.00)
28 DICEMBRE
CONCERTO DI NATALE
Dell’Ass. Musicale EUTERPE
Ore 19.00
La magia dei brani del Natale. Un appuntamento da non perdere
30 DICEMBRE
Riunione del sodalizio
Brindisi augurale
e “Canzone de Lo capo d’Anno”
Ore 19.00
La riunione di approvazione del bilancio del sodalizio dei Luigini diventa per iscritti e non, un momento di incontro e di scambio di auguri. Il tutto condito dalla gioiosa allegria della "Canzone de Lo Capo d'anno"
PRIMI GIORNI DI GENNAIO
CONCERTO - PREGHIERA dei Maestri Carmelo d’Esposito e Annamaria Gargiulo con gli “Eldar”
Ore 19.30
Natale e musica, binomio inscindibile: un appuntamento con i classici del Natale e le preghiere più belli di questo tempo magico e tenero.
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