Ricordo inoltre che l'Oratorio sospende le proprie attività per una settimana dal Mercoled' Santo al Martedì successivo dopo Pasqua ... le attività riprenderanno regolarmente mercoledì 7 aprile p.v.
domenica 14 marzo 2010
L'opuscolo è pronto ...
Ricordo inoltre che l'Oratorio sospende le proprie attività per una settimana dal Mercoled' Santo al Martedì successivo dopo Pasqua ... le attività riprenderanno regolarmente mercoledì 7 aprile p.v.
SUBLIMI EMOZIONI - L'Ora della Madre ...
Raccontare le emozioni della "Ora della Madre" concerto preghiera che ieri sera ha idealmente aperto gli appuntamenti quaresimali della Congrega dei Luigini, è impresa ardua: tanti i sussulti, i brividi ... tanta l'attesa ... giustamente ripagata ... Comincio col riportarvi le parole del Dott. Biagio Verdicchio, secondo assistente del Sodalizio dei Luigini, che a nome dell'intera amministrazione, retta dal Priore Lorenzo Milano, ha così presentato l'iniziativa:
"Mentre Jacopone da Todi nelle valli dell’Appennino componeva lo Stabat Mater, struggente lauda sulla figura di Maria ai piedi del Golgota, una piccola cappella dedicata da un ricco sacerdote, don Parisio de Maxo, ai santi Nicola e Antonino a perenne protezione dei naviganti della piana di Sorrento veniva eretta nella parte più antica della città ...
Destini della vita: una piccola cappella fa echeggiare stasera le auliche parole di un padre della lingua italiana ... il che rende San Nicola per una sera vicina, anzi no, uguale a città come Molfetta, Sessa Aurunca, Noicattaro, Agrigento, Palermo, Taranto ... terre in cui le dominazioni spagnole hanno lasciato ancora oggi nitido il ricordo delle processioni penitenziali della settimana santa, dei misteri, del Miserere, dello Stabat Mater.
In questa notte della fede, del mistero, della tradizione, il sodalizio dei luigini che rappresento insieme al priore Lorenzo Milano e a Vincenzo Russo chiude idealmente un ciclo di oltre quindici anni, consapevoli che da stasera se ne apre un altro ... quello in cui abbiamo tutti acquisito una più forte maturità, quello che ci rende al pari degli altri sodalizi di questa città, dell’unità pastorale e della penisola sorrentina, custodi di una tradizione che tra qualche settimana vivremo, stando per le vie o partecipando direttamente ai riti della settimana santa.
Tradizione che vive in questa splendida statuina dell’addolorata alle mie spalle, forgiata dalle abili mani di un artigiano partenopeo di San Biagio dei librai e vestita con cura sapiente da due nostri confratelli; un dono che altri 2 cum fratres hanno voluto fare al nostro sodalizio nell’occasione dello Stabat
Tradizione che ci vedrà la sera del giovedì santo 2010 attendere nuovamente gli amici della ss. Annunziata al rientro in basilica; come lo scorso anno ... altro segno di comunione e grazia.
Ma adesso lasciamoci trasportare dall’atmosfera delle struggenti parole della lauda di Jacopone da Todi magistralmente eseguita dalla corale dei Pueri et Juvenes Cantores, dagli Eldar ,dal maestro tenore Carmelo d’Esposito e dal soprano Annamaria Gargiulo, accompagnati all’organo dal maestro Mario Castellano.
Tutto questo in una sera dove fede storia e tradizione si mescolano alla nostra preghiera, alla preghiera di una madre che piange teneramente, sommessamente il suo amato figlio ..."
Il resto lo lasciamo alle foto, all'allestimento scenografico predisposto per l'arrivo della bellissima statuina dell'Addolorata che ora troneggia sull'altare della piccola cappella, che per una sera ha reso il nostro Oratorio, come ricordato dal secondo Assistente, alla pari dei grandi sodalizi del sud Italia e alle loro viscerali tradizioni.
Sembra doveroso ringraziare gli artefici di queste emozioni:
"Gli Eldar"
Gargiulo Claudio
Mastellone Daniela
Ruggiero Ivana
Rossi Salvatore
Pueri et Juvenes Cantores "San Michele Arcangelo"
De Carolis Antonella
D'Esposito Maria Pia
D'Esposito Michela
Iaccarino Marianna
Irolla Annamaria
Irolla Antonella
Irolla Enza
Milano Anna
Milano Caterina
Milano Mena
Milano Raffaella
Staiano Pina
Volpe Elisa
M° tenore Carmelo d'Esposito
M° soprano Annamaria Gargiulo
all'organo il M° Mario Castellano
sabato 13 marzo 2010
Rintocchi di Fede ... L'Ora della Madre ci dà il senso di una fede e di una grazia infinita
Pomeriggio di preparativi per il concerto di questa sera ... l'Addolorata svetta sull'altare della piccola cappella dell'oratorio di San Nicola, le prove generali di ieri l'altro ci hanno dato il senso di due mesi e mezzo di preparativi intensi ... nemmeno il tempo di riporri i pastori negli scatoli, che già le struggenti note della Lauda di Jacopone di Todi prendevano piede.
Stasera non sarà dunque una serata come tante, sarà la sera della fede, della tradizione, della preghiera e ... di una ritrovata maturità ...
Maturità che vede il concerto "L'ora della Madre" segnalato sul maggiore quotidiano del sud Italia. Il Mattino dell'11 marzo scorso ne ha dato notizia con tanto di nomi e protagonisti. Posso solo dire, che seppur non avendo fatto nulla avvisando la redazione, ne siamo orgogliosi. Un onore mai capitato, un altro segnale che "il fare" porta sempre frutto ... frutto di Grazia
martedì 9 marzo 2010
Una foto ... una storia ... mille storie
In copertina la bella foto che vedete qui sopra. E' questa la foto scelta come sfondo della cartolina che sarà data a tutti coloro i quali parteciperanno all'incontro del Martedì Santo sera ... Una foto che racchiude storia, fede e tradizione ... parole molto care in questa Quaresima 2010
La realizzatrice di questa foto (come di due delle quattro che campeggiano nella pagina dei Luigini, sull'opuscolo coi percorsi processionali, che presto riceverete ) è una giovane fotografa, Raffaella Valcaccia, diplomata all'Istituto d'Arte , che con garbo e gusto ha immortalato questi simboli processionali che, per incanto e per amore sono protagonisti di questa intensissima fotografia. Cogliamo l'occasione per ringraziarla.
domenica 7 marzo 2010
"INSEGUENDO LE PROCESSIONI"

La Settimana Santa è la settimana nella quale il Cristianesimo celebra gli eventi correlati agli ultimi giorni di Gesù, comprendenti in particolare la sua passione, morte e resurrezione. Gli ortodossi chiamano la stessa “grande settimana”, perché commemora le grandi opere di Dio per l’umanità. In molte città italiane e straniere si svolgono nei giorni di Giovedì, Venerdì, Sabato santo i Riti della Settimana Santa, come i misteri, via crucis in cui le statue (dette anche simboli) sono portate in processione dai confratelli.
Si è a conoscenza di laici che percorrevano le strade della cittadina “assaccati” e portando una semplice croce. Una antichissima confraternita sorrentina era quella dei Battenti di Sant’Antonino, o Confratrum Frustigantium, istituita intorno al 1378; i confratelli si flagellavano in segno di penitenza. Questa tradizione della flagellazione fu tramandata anche nei secoli successivi, mantenuta soprattutto dall’ Arciconfraternita della Morte.
Descrivere l’atmosfera che circonda le processioni così coinvolgenti e suggestive non è cosa facile; bisogna viverle, “esservi dentro” ed immergersi in quell’aria misteriosa e severa, delicata ed altera, ma sempre e comunque di grande drammaticità per capirne l’essenza e riceverne emozioni e sentimenti. Nelle buie notti tra giovedi’ e venerdi’ santo, celati nei loro cappucci mentre intonano canti antichi e struggenti, i fedeli rievocano immortali rappresentazioni che le cui origini si perdono indietro nei secoli.
Le processioni ne sono una testimonianza vivissima, come le tante chiese ed edicole sparse un po’ dovunque, la ricchezza con cui sono state costruite e la cura con la quale sono conservate, la presenza di molti ordini monastici testimoniati dai tanti conventi e monasteri, tutte queste tradizioni sono tenute vive soprattutto le “confraternite”, costituite non solo dai fedeli Cristiani ma anche da moltissimi laici attratti dal mistero che avvolge i riti della Settimana Santa.
Dalla visita dei “Sepolcri” alle diverse processioni che cominciano nel pomeriggio di Giovedi’ fino a quelle della notte del Venerdi’ Santo, e’ tutto un susseguirsi di funzioni sacre, celebrazioni, cortei che fanno della penisola sorrentina un continuo mesto rituale funebre a cui partecipano migliaia di persone. La visita ai Sepolcri e l’andare di chiesa in chiesa a pregare il Cristo Morto del Venerdi, il seguito del canto della Passione di Cristo e la processione che accompagna la Madre Addolorata, sono tutti momenti di grande partecipazione di fede.
Ore di veglia notturna e di file e code d’attesa infinite sono da mettere in conto per coloro che vogliono sperare di ricevere l’”invito” da parte della Confraternita a partecipare ai riti in veste di protagonista.
Un protagonismo che, per altro, non si manifesta né viene rivelato ad altri perché la partecipazione consiste nell’indossare il saio e il cappuccio che copre dalla testa ai piedi lasciando liberi solo i due fori per gli occhi.
Insomma: le lunghe attese da parte dei fedeli sono finalizzate solo alla partecipazione, non alla esibizione. E quindi perché non pensare che nel rito ci sia soprattutto fede?Il compito degli incappucciati, inoltre, non si limita alla sola processione, ma anche a meditare e cantare in coro il salmo 50 di Davide e, soprattutto, a prendere parte al canto corale del Miserere, espressione di pentimento e di espiazione attraverso le cui strofe si medita collettivamente sul sacrificio del Golgota.
Ogni partecipante si sente investito dal ruolo di testimonianza che svolge, un ruolo nel quale si impegna con la stessa devozione usata dai propri antenati che gli hanno insegnato a “godere della Pasqua solo dopo aver partecipato ad almeno una Processione”.
Infatti la Settimana Santa impone, ai pellegrini che visitano la costiera sorrentina, propri ritmi e ritualità: bisogna partecipare almeno a una processione ma, meglio, se se ne partecipa a diverse. Una “necessità” che negli anni ha sovente rischiato di creare confusione.
Addirittura, vista la prossimità dei paesi e delle strade e la contemporaneità delle processioni, in anni passati s’era stabilito anche un “diritto di precedenza” delle varie processioni nel momento in cui era inevitabile si incrociassero.In tal senso era motivato anche la presenza, in testa alle file di fedeli, di giovani partecipanti della Confraternita che ritmando con il suono di tamburi l’incedere della processione “avvertivano” le altre confraternite del proprio arrivo.
La questione fu risolta dall’autorità vescovile, che stabilì che le processioni non valicassero i confini dei singoli comuni.
sabato 6 marzo 2010
UN PICCOLO SACERDOTE, UN GRANDE SOGNO REALIZZATO
L'evento del 2010 dell'Oratorio di San Nicola è sicuramente, in questa prima parte dell'anno, la presentazione dell'inedito lavoro di Don Alfredo Ammendola "Un pescatore di anime", biografia di Don Eduardo Mastellone, giovanissimo tra i primi 33 confratelli del sodalizio dei Luigini, e poi guida dello stesso, e fondatore dell'oratorio di San Nicola ... dopo trentatre anni questo manoscritto viene dato alle stampe ... E' festa grande per l'oratorio e per la nostra città. Don Alfredo è ancora amato e ricordato tra i tanti che frequentavano l'Oratorio e oggi onesti padri di famiglia, naviganti in giro per il mondo, tenaci lavoratori, teneramente quando si affacciano su quel campetto vagano con la memoria ai tanti bei momenti passati ... Il libro è in stampa ... contiamo di presentarlo subito dopo Pasqua, sicuramente in Aprile, mese in cui l'Oratorio ricorda proprio Don Eduardo, il nostro fondatore, scomparso la sera di pasqua del 1945, 1 Aprile ... uno stralcio del libro ve lo proponiamo, cari amici, qui sotto ... mi sembra una gustosa anticipazione
Il minuscolo Oratorio di S. Nicola, in cui Don Eduardo da fanciullo ricevette la soda formazione religiosa, e che diede agio alla sua vocazione sacerdotale di sbocciare, è il campo prediletto del suo apostolato. Fu questo piccolo tempio che farà risplendere il suo zelo di apostolo e si prodigherà instancabilmente fino alla morte. Fu questo campo fecondo, consacrato all’educazione religiosa della gioventù di Piano, dove egli era caduto come un seme trasportato sulle ali del vento, era germogliato e, crescendo rigogliosamente, aveva prodotto frutti abbondanti e profumati. [...] Egli stesso adoperava queste immagine e ripeteva spesso, davanti alle aspirazioni altrui di glorie terrene: “Son rimasto, dove son caduto”. Ed era stato la mano provvidenziale del Signore ad assegnargli questo piccolo campo, giacché egli, leggendo nel futuro conosceva perfettamente il bene che un tale fedele operaio avrebbe operato nella sua vigna. Il giorno stesso della sua prima Messa, il suo vecchio zio (il canonico Don Michele Castellano) l’aveva richiesto come aiuto al suo fianco nella piccola Cappella. Don Eduardo aveva desiderato l’invito e con il consenso dell’Arcivescovo aderì con entusiasmo alla chiamata che vedeva venire dall’alto. Ecco come egli ne scrive al suo diletto Ferdinando: “Sono stato assegnato alla Cappella di San Nicola per la direzione dei giovanetti, ed ieri feci loro il primo fervorino per la comunione”. Queste parole prese così da sole non dicono molto, è vero, ma chi osserva i fatti, che testimoniano a tutti lo zelo del suo ministero in S. Nicola, sente in esse come l’inizio di un grandioso inno ...
(Don Alfredo Ammendola, Un pescatore di anime, cenni biografici del Can. don Eduardo Mastellone).
Don Eduardo diede tutto per il piccolo oratorio e per l’accoglienza dei fanciulli di Piano. Quando fu nominato sacerdote, sabato 17 dicembre 1892, all’età di 27 anni, fu subito assegnato come coadiutore dello zio Canonico Michele Castellano, presso la Congrega di Spirito di San Nicola, sorta nel 1875. Alla morte dello zio, quattro mesi più tardi, e conclusi gli studi teologia, guidò le sorti della piccola congregazione, dandone i connotati di oratorio, sul modello guida di Giovanni Bosco scomparso a Torino da soli 5 anni. Don Eduardo si diede subito da fare: dopo i primi lavori nel 1912 (l’allargamento della cappella con la costruzione della nuova sacrestia e l’acquisto di un campo adiacente), nel 1926 diede il via a nuovi lavori: un’ampia sala per gli incontri al coperto e l’adattamento del campo a cortile per i giochi all’aperto.
In meno di tre anni i lavori furono ultimati. La struttura dell’Oratorio, così come la conosciamo tuttora, era completata ... Il seme gettato in questo lembo di penisola sorrentina aveva dato frutti di grazia ... Don Salvatore Branca, nell’omelia del primo aprile 2008, nel giorno in cui ricorre la memoria di don Eduardo, ha ricordato come dobbiamo essere grati anche a figure come queste, che hanno lavorato nell’ombra e che oggi sono a noi quasi sconosciute: è la schiera del popolo di Dio che silenziosamente ha prodotto e portato frutti di grazia che dopo ottant’anni sono ancora presenti e vivi nel nostro paese ...
Ed è l’occasione di questo libro ad aprirci nuovamente la mente a chi prima di noi ha cullato un sogno, realizzando e creando un luogo che ha fatto da “padre, amico, maestro” a generazioni di Carottesi, una città intera cresciuta in quelle sale, in quel campetto che senza l’ardore di un “piccolo-grande” sacerdote sarebbe stato ridotto, chissà, ad un fienile ... E’ questa l’occasione per ricordare e festeggiare non tanto l’istituzione, ma tutti gli uomini che hanno “vissuto” un pezzo della loro giovinezza in queste sale ... perché in fondo questa è un po’ la storia di tutti quanti noi ...
mercoledì 3 marzo 2010
Quaresima 2010 nel ricordo di Don Eduardo Mastellone
Proseguono gli appuntament in cappella con le riflessioni guidate del primo assistente del sodalizio, Vincenzo Russo. Ieri eravamo in tantissimi ...
I dettagli degli altri appuntamenti saranno trattati nell'incontro di domani sera del Governo del Sodalizio. Sul tavolo anche il grande appuntamneto post-pasquale: la presentazione del volume "Un pescatore di Anime" bografia del Can. Don Eduardo Mastellone, uno dei primi 33 confratelli del sodalizo dei Luigini (nel lontano 1875) e poi guida spirituale dello stesso, una volta divenuto sacerdote ...
Del resto il primo aprile prossimo saranno 65 anni dalla scomparsa del Canonico, proprio quando la Chiesa comincia a ricordare la Passione e Morte di Cristo ... 65 anni fa era la sera di Pasqua. Mistero e tenerezza di una figura che inevitabilmente non in tantissimi ricordano, ma che è giusto far conoscere. Senza la sua opera non sarebbe mai nato l'oratorio e, senza manie di grandezza posso dire, non sarebbe "cresciuto" gran parte della nostra Città.
Ma dei dettagli di questa manifestazione, come delle prossime dell'oratorio (subito dopo il oncerto del 13 sera) riferirò nei prossimi giorni.